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RUN & JUMP – La Virtus Bologna supera Pesaro con Pajola versione ‘Arsenio Lupin’. Cremona altro K.O. al fotofinish.

Il giovane talento delle V nere diventa sempre più determinante nell'economia del gioco di Teodosic e company, mentre Cremona perde un'altra gara sul suono della sirena.

Torna la nostra rubrica RUN & JUMP, i dopomatch della Legabasket, con tanti colpi a sorpresa.

PROSCIUTTO CARPEGNA PESARO  –  VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA   70 – 75 

La partita parte sulla falsa riga della scorsa domenica, quando a Brindisi le “V nere” sembravano avere in mano l’inerzia della gara; una Virtus Bologna attenta e aggressiva in difesa con i lunghi che spesso escono dal pitturato con shaw molto intensi; fattore che consente agli esterni (Pajola su tutti, capace di recuperi e palle recuperate a grappoli) di poter difendere evitando cambi sistematici e facili penetrazioni nel cuore della difesa bianconera.  Mentre sull’altra metà campo la banda Djordjevic gioca i primi 2 quarti con un attacco che riesce a far arrivare la palla in post muovendola con  rapidi passaggi e pochissimi palleggi; soprattutto la transizione primaria porta dividendi importanti con tiri presi sempre garantendo un ottima bilanciamento difensivo. Ma come già detto e ridetto in altre occasioni, sono i cali di tensione il peggior nemico di una Virtus Bologna che nel 3° e 4° periodo abbassa i ritmi di una gara totalmente in controllo. Pesaro parte malissimo dall’arco con un  1 su 13 iniziale, ma  lentamente prima con Cain e poi con uno straordinario Filipovity, ritorna in scia e dal 26 a 38 arriva addirittura al sorpasso del 64 a 61 con l’ungherese che ci dimostra come sia in grado di segnare non solo dall’arco ma anche con altre armi come la penetrazione o tagli flash dal lato debole. Ma questa volta la reazione di Bologna non si fa attendere. Il solito Teodosic riporta i suoi avanti, mentre Markovic da circa 8 metri mette la bomba della staffa. Una vittoria che porta la Virtus in scia a Brindisi per la conquista di una seconda posizione ancora possibile, anche se attualmente la formazione pugliese ha 2 gare in meno e che dovrà recuperare; un gap non facile da colmare dopo circa 2/3 di campionato.

MVP : A. PAJOLA, è l’uomo in più in tutte le zone del campo. Recupera tre palloni dal nulla trasformandoli in preziosi punti; segna e dispensa assist, il tutto condito dalla solita pressione sugli esterni avversari. Elemento che a nostro avviso nonostante la giovane età, già sposta gli equilibri di una Virtus Bologna che non può fare a meno sulla metà campo difensiva del nuovo “Arsenio Lupin” del basket italiano.

AX EXCHANGE MILANO – ACQUA S.BERNARDO CANTU’ 70 – 57

Il derby lombardo che in passato valeva il primato non solo in Italia ma anche in Europa, è solo un vecchio ricordo per gli amanti del basket anni 70/ 80. La gara è per Milano poco più di una formalità, viste le differenze abissali in termini di budget e profondità di un roster come quello Meneghino. Cantù gioca una buona gara vista la pesante assenza di un elemento fondamentale come Gaines; i brianzoli si tengono in scia nel primo tempo (28-38) con il baby Procida che continua il suo percorso di crescita con giocate importanti su ambo i lati del campo; ma la circolazione di palla e i continui mismatch di Milano in ogni zona del campo, fanno volare via l’ AX Exchange sul +18 di fine terzo quarto. La difesa a zona degli ospiti e le cattive percentuali dall’arco dei padroni di casa, portano Cantù sul -7, grazie alle giocate dei vari Johnson e Smith, ma sono i giocatori “barometro“ Brooks e Datome che in difesa come al solito risultano un fattore per coach Messina, sono loro a scavare di nuovo la differenza tra le due squadre. È proprio l’ex Cantù con una tripla dall’angolo a bucare la zona bianco verde, con l’inerzia che torna tutta dalla parte di Milano che controlla ritmo e punteggio chiudendo la pratica col punteggio di 70 a 57.

MVP : J. BROOKS, giocatore poco appariscente, ma di una importanza capitale nell’economia del gioco di Ettore Messina. Tanto lavoro sporco e la tripla sul + 7 che chiudi i conti quando Cantù si era parzialmente riavvicinata ad una Milano che vince la gara col minimo sindacale.

ALLIANZ  TRIESTE – UMANA REYER VENEZIA   69 – 87

Sembrava una gara ad alto punteggio visto il punteggio del primo quarto (22-25) quella tra Trieste e Venezia, ma le cattive percentuali dei padroni di casa dall’arco diventano un grosso handicap per gli uomini di coach Dalmasson. Al contrario di una Venezia che trova in Clark e Tonut i suoi salvagenti, in una gara dove sostanzialmente il tiro da tre ha deciso l’esito dell’incontro. Trieste chiude il pitturato scommettendo troppo sulle percentuali di una Reyer che anche quando fatica dall’arco ,trova in Daye un autentico valore aggiunto, mentre i Giuliani hanno tanto da Upson e Delia che sotto le plance tengono letteralmente in vita un’ Allianz spuntata nel tiro da 3.  A niente vale la reazione Triestina che fa dei backdoor l’arma principale per battere l’aggressività di Venezia sul perimetro; è ancora Tonut insieme al figlio del grande Darren Daye a mettere in sicurezza la gara quando Trieste ritorna dal -18 al – 7.Una sconfitta indolore visti i K.O. di Pesaro e Brescia che al momento non minaccia la 6^ posizione nella classifica generale degli alabardati.

MVP : S. TONUT lavora un numero impressionante di possessi, concede qualche palla persa di troppo ma è decisivo in entrambi i break che decidono la gara, sua la tripla dall’angolo che manda in archivio la gara.

VANOLI BASKET CREMONA  –  DE LONGHI TREVISO  85 – 86

Cremona gioca un copia e incolla della gara di Domenica scorsa contro Cantu’. Primi 2 quarti da dimenticare per atteggiamento e intensità, Treviso sfrutta al massimo il black out giallo blu, con Sokoloski e Imbrò dall’arco e con uno strepitoso Mekowulu che mette a ferro e fuoco la difesa di coach Galbiati, impotente contro la dinamicità e verticalità del lungo Nigeriano. Bradford ricuce in parte lo strappo del -21 fino al -11 di fine primo tempo. Nella ripresa i padroni di casa giocano finalmente una pallacanestro più consona alle loro caratteristiche con uomini sempre in costante movimento, ma anche questa volta Cremona é costretta a pagare dazio nonostante la grande rimonta che la porta a pochi secondi dal termine sul + 1. E’ fatale la  penetrazione di un Sokoloski che costringe la Vanoli ad un cambio difensivo, e sul successivo aiuto della difesa è l’ex di turno Akele a beffare con un tap in a pochi decimi dalla sirena una Cremona che come in altre circostanze perde l’ennesima gara in fotofinish.

MVP : MEKOWULU, non sono tanti i 15 punti, ma il peso specifico che ha soprattutto nel 2′ quarto quando mette letteralmente a soqquadro l’intera difesa avversaria, con stoppate, intimidazioni, rimbalzi ed una costante presenza sotto le plance spazzando via tutto quello che gli passa sotto il nas.

DOLOMITI ENERGIA TRENTO  –  GERMANI BASKET BRESCIA  91 – 67

Trento ritrova il suo collettivo nella parte più importante della stagione, con una  classifica  che cominciava a preoccupare tutto l’ambiente bianconero. Trento mette 5 uomini in doppia cifra, (quella che era la vera forza ad inizio campionato della Dolomiti Energia) Maye, Williams, e Morgan guidano le aquile ad un prezioso successo che li allontana dai bassifondi della classifica, Brescia dal canto suo spreca l’ennesima possibilità di dare continuità ad una stagione che la vede sempre a caccia dei playoff, il vero obiettivo della Leonessa di quest’anno.

MVP : BROWNE, MORGAN, WILLIAMS, Trento ritrova 3 dei suoi giocatori che molto bene avevano fatto ad inizio campionato, quando la Dolomiti Energia sembrava essere la vera sorpresa di questo campionato.