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RUN & JUMP – Brindisi e Sassari OK. Milano che succede? La Virtus Bologna vince il derby ma non il vizio.

GERMANI BASKET BRESCIA – HAPPY CASA BRINDISI      68 -74

Brindisi attesa da un tour de force tra Champions League e campionato porta a casa una gara  importantissima per la conquista della seconda piazza nella griglia playoff. anche non giocando la sua miglior partita. La Germani Brescia paga dazio in attacco dove il solo Kalinosky la tiene a galla per circa metà gara, prima che un sontuoso D. Thompson  insieme ad un ottimo Bostic dall’arco  (4\4 iniziale da tre) scavassero il break che poi decide la gara dal  29 – 23  al  29 – 39  Happy Casa. Brescia nel 3″ e 4″ periodo ritorna in scia fino al – 2 con un redivivo Crawford e un ottimo Burns che tanti problemi  procura a Brindisi sul pick and roll. La fisicità e l’atleticità dei pugliesi è sempre un valore aggiunto, oltre alla grande propensione a giocare in campo aperto e generare secondi possessi  grazie ad un ottima  attitudine a rimbalzo, gli uomini di F. Vitucci sfruttano al massimo anche i continui mismatch dell’onnipresente Thompson che con Willis respingono al mittente la rimonta della Leonessa chiudendo la gara sul 68 – 74.

MVP :  D.Thompson, si carica la squadra sulle spalle come sempre, segna in tutti i modi e nel contempo stesso riesce a far giocare la squadra coinvolgendo praticamente tutti i compagni mettendoli sempre in ritmo, a nostro avviso giocatore chiave del roster di F.  Vitucci.

 

VIRTUS SEGAFREDO  BOLOGNA – LAVOROPIU’ FORTITUDO BOLOGNA   81 – 73

E’ la solita Virtus (squadra a mio avviso con potenzialità ancora inespresse…) narcisista quella che vince il terzo dei quattro derby di quest’anno contro i cugini della Fortitudo, col solito vizio di “guardarsi troppo allo specchio”. Dopo lo show di Belinelli e il +18 d’inizio secondo quarto sembrava quasi una passeggiata per le V nere incredule davanti ad una Effe Scudata ancora negli spogliatoi, ma la gestione della gara e un identità difensiva che ancora tarda ad arrivare hanno permesso a Banks e company di riaprire una partita quasi in archivio. Gli uomini di Dalmonte fanno una fatica tremenda  nell’uscita a ricciolo dell’ex Spurs che ne mette 13 in un solo quarto, e anche sotto le plance dove il solo Hunt canta e porta la croce. Ma le mirabolanti percentuali dall’arco di Banks e Baldasso e una ritrovata fluidità di gioco portano addirittura al sorpasso nel 3″ periodo. Un ottimo Abass coadiuvato dall’ onnipresente Pajola riportano la gara sui giusti binari  chiudendo un derby dove di certo le Aquile di più non potevano dare alla causa, (viste anche le assenze) a differenza di una Virtus che ancora oggi non ci convince del tutto ,sono troppi i momenti a corrente alternata della sqaudra di Djordjevic, fattore che nei playoff potrebbe essere pagato a caro prezzo.

MVP : PAJOLA, fa cose di un peso specifico enorme  nei momenti che contano, giocatore che in questo roster (viste le sue eccellenti  doti difensive) è ossigeno puro per le V nere

 

BANCO SARDEGNA SASSARI  –  VANOLI BASKET BRESCIA  95-84

Sassari anche dopo 15 giorni in  isolamento fiduciario non perde smalto e fluidità, contro una Cremona che farebbe bene a ritrovare un po’ di sana cattiveria agonistica, vero handicap soprattutto a livello difensivo. La gara si decide in post basso dove Sassari può disporre di tante soluzioni con caratteristiche dei lunghi che spesso diventano un valore aggiunto, non a caso è il trio Bilan, Happ e Burnell a fare la differenza, con quest’ultimo che diventa un vero rebus per la difesa avversaria. L’ex Cantù segna in diversi modi, ma sono le conclusioni dall’arco a far male non solo in termini di punti…ma soprattutto per gli scenari che si aprono sul parquet con una spaziatura sempre ottimale per i conseguenti tagli e giochi in post basso oltre ai rimbalzi à grappoli che Sassari raccoglie nel pitturato. Cremona paga parecchi dividendi a rimbalzo con Sassari che nel 3” periodo  è addirittura avanti 30 a 15 nel computo dei rimbalzi totali. A niente serve la reazione ospite  che porta i ragazzi di coach Galbiati  sul – 5  a pochi minuti dalla sirena, sono Kruslin e Bendzius che dall’arco mettono la parola fine alla gara.

MVP : J . BURNELL gioca quasi 35 minuti con una lucidità e una concretezza unica, oltre alla solita energia fatta di rimbalzi, stoppate e punti ,gioca anche da 3  formando con Bilan ed Happ un rebus di difficile lettura.

 

UMANA REYER VENEZIA – AX EXCHANGE MILANO 69-63

Milano è in riserva…dal punto di vista delle energie fisiche/mentali, ma anche soprattutto sotto l’aspetto della qualità e profondità (Datome, Hines, Rodriguez e Delanay) non si possono ‘regalare’ a nessuno. Venezia di inceppa la fonte di gioco primaria meneghina, ossia quella fluidità di gioco che spesso porta gli uomini di Ettore Messina  a tiri aperti  ad alta percentuale o ad una circolazione della palla che spesso punisce i vari mismatch  che poi si creano dai cattivi accoppiamenti. I lagunari prendono sempre conclusioni equilibrate in attacco, con un Daye  chirurgico in ogni zona del campo . Ma sono Widmar e Chapell con la loro energia e intensità a chiudere i conti contro una Milano davvero stanca con la testa già al prossimo impegno di Eurolega con la Stella Rossa valevole per l’accesso ai tanto ambiti playoff che l’Olimpia  aspetta da troppi anni.

MVP : D. DAYE giocatore fantastico,e’ un rebus per la difesa di Milano, matte palle a terra, palleggia, tira indipendentemente s che sia un lungo o un piccolo a marcarlo, il vero valore aggiunto di una Reyer Venezia che senza il suo apporto fa una fatica tremenda.