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RUN & JUMP – Brindisi che cuore !!! Virtus ancora una bocciatura. Milano riprende a correre.

L'Happy Casa sforna una grande prestazione con soli 7 uomini in rotazione, causa le assenze di Harrison, Zanelli e Krubally.

RUN & JUMP – Il campionato è arrivato ai due terzi del suo cammino con ormai molte certezze e pochi dubbi. Oltre all’Olimpia Milano la 20^ giornata ci ha dato ulteriori certezze; Brindisi su tutte. La squadra di coach Vitucci non solo riesce a fare a meno del suo uomo più talentuoso (De Angelo Harrison) ma riesce a sopperire anche alle assenze del supporting cast  (Zanelli e Krubally) utilissimi quando escono dalla panchina. Ma come al solito andiamo ad analizzare da vicino le gare dello scorso week end.

HAPPY CASA BRINDISI  – VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA    91 – 85

Ti aspetti una gara dove gli uomini di Alexandar Djordjevic escano alla distanza visto il roster più lungo e qualitativo, anche in virtù delle assenze che hanno ridotto a soli 7 uomini le rotazioni di coach Vitucci. Ed invece la squadra di casa gioca una partita sopra le righe con  tutti i suoi effettivi; con Udom e Visconti che diventano un vero valore aggiunto a cui si aggiunge la prestazione da MVP di un Bostic che è il lontano parente di quello visto a Reggio Emilia. L’ex reggiano dimostra di essere un ottimo tiratore specialmente quando la qualità dei tiri è elevata e soprattutto quando riesce a tirare piedi per terra in perfetto equilibrio. Il resto lo fanno una ritrovata fisicità e intensità che l’Happy Casa aveva un po’ smarrito negli ultimi due mesi e la capacità di giocare in transizione generando tiri aperti e secondi possessi conditi da rimbalzi d’attacco. Brindisi esce vincitrice due volte in questa gara, oltre al valore simbolico dei due punti che la riportano in solitaria in 2^ posizione, dimostra anche che sa vincere sopperendo alla mancanza di molti uomini del suo roster, con una crescita importante da parte di tutti gli elementi a disposizione per Frank Vitucci. Una notizia non di poco conto in proiezione playoff. Bologna gioca al gatto col topo….come in altre occasioni, con la mera illusione che la qualità e la profondità del proprio roster possa decidere a lungo andare le partite. Ed invece gli uomini di coach Djordjevic non sono mai in grado di dare continuità e cattiveria agonistica alla gara, non dando mai quella spallata decisiva che poi indirizza le partite in una certa maniera. Le V nere riescono in gran parte dell’incontro a fermare in parte la transizione primaria avversaria, ma dal perimetro sono troppi i tiri aperti concessi e i conseguenti secondi possessi con i lunghi spesso rintanati a chiudere il pitturato. Ed in attacco le cose non vanno certo meglio, dove tutto dipende sempre dall’estro e dal talento immenso di Teodosic, con una fluidità e una coralità di gioco che all’orizzonte non si vede. Un’altra bocciatura per una squadra che sta facendo della propria stagione un continuo alti (Eurocup) e bassi (campionato)

MVP : BOSTIC ,ne mette 27 di un importanza capitale e anche di qualità con palleggio, arresto e tiro, fondamentale sempre più raro nel basket di oggi.

DE LONGHI TREVISO  –  FORTITUDO LAVORO PIU BOLOGNA  84  – 78

Treviso vince una gara che potrebbe proiettarla in futuro per un posto nei playoff. Gli uomini di Menetti come al solito giocano una pallacanestro di grande intensità  imprimendo ritmi alti alla gara. Ma è sotto le plance che i Trevigiani fanno pentole e coperchi di una Fortitudo che soffre come al solito soffre la dinamicità e la verticalità dei vari Akele, Mekowulu e un Vildera che ha punito spesso la effe scudata con movimenti senza palla che hanno pagato dividendi importanti in termini di punti e possessi offensivi. Imbro’ e Sokolowski dall’arco hanno ricucito lo strappo del -10  con un quarto finale che ha tolto ogni speranza ad una Fortitudo che nel quarto quarto va in totale black out. I ragazzi di Dalmonte giocano bene per 3/4 della gara con ottime shaw sui pick and roll e un attacco molto fluido, dove Aradori fa la parte del primo violino (21 punti); ma appena i biancoblu escono dal loro sistema con forzature e tiri poco equilibrati cominciano i guai. Un film già visto, un handicap che al momento pesa nell’economia del gioco Fortitudino. La poca dinamicità e intensità sotto i tabelloni e la mancanza di equilibrio in attacco sono due grossi problemi in parte mascherati dagli arrivi di Hunt, Sanders , Cusin e coach Dalmonte, un addizione in corsa che comunque non basta alla Fortitudo per ambire ad uno degli 8 posti playoff. Anzi l’Aquila farebbe meglio a guardarsi alle spalle, perchè la lotta salvezza si è davvero allargata a più squadre Bologna compresa.

MVP : VILDERA, gioca una partita mettendosi nel posto giusto al momento giusto; si muove bene senza sotto i tabelloni dove spesso fa male ad una Fortitudo che quest’anno ha sotto le plance uno dei suoi talloni d’Achille.

GERMANI BASKET BRESCIA –  AX EXCHANGE MILANO   92 – 99

Milano come al solito indirizza la gara a suo piacimento, con un primo quarto da 13 a 24. Non sono tanto le giocate dell’onnipresente Shields (ormai una certezza) ma è Biligha a diventare un vero fattore nel primo quarto, con canestri da diverse posizioni; addirittura anche con tiri dalla media distanza, di certo conclusioni che non sono nelle corde dell’ex Venezia.

Una  Milano che non commette l’errore di Trento, dove onestamente a parte le pile scariche, c’era stata anche una discutibile gestione delle forze e degli uomini, uno dei rari errori di Messina nella gestione della squadra.

L’ex tecnico di Real e CSKA dà ampio spazio a Moraschini, Biligha e Cinciarini; il resto lo fanno la grande qualità e profondità di un roster fuori categoria.  Brescia recupera a metà gara portando la testa avanti sul 58 a 57, ma sono troppi i mismatch e le frecce nell’arco di Ettore Messina con Brescia che paga dazio in ogni zona del  campo .

Milano alza di nuovo l’intensità del suo gioco e in un amen con un superlativo Rodriguez coadiuvato da un ottimo Brooks piazza il secondo break che risulterà decisivo  per il risultato finale .

MVP  :  RODRIGUEZ , passano gli anni ma la sua classe è ancora intatta, come al solito nei momenti che contano segna canestri di un peso specifico enorme ricacciando indietro Brescia nel momento del massimo sforzo, canestri di una velocità di esecuzione  abbinati ad un ball handling perfetto  che diventano un rebus irrisolvibile per gli avversari.

ACQUA S.BERNARDO CANTU’  –  VANOLI BASKET CREMONA   92 – 85

E’ una Vanoli Cremona troppo molle e deconcentrata quella vista al Pala Desio nei primi 3 quarti; tutti fattori che hanno praticamente spianato la strada ad una Cantù che dal canto suo ha sbagliato pochissimo, con percentuali che addirittura a metà gara sfioravano il 70% da 2 e oltre il 40% da tre. Un Gaines inarrestabile quando riesce a bilanciare penetrazioni e tiri dalla lunga distanza, uniti al pick and pop di un chirurgico Leunen (11 punti nel primo quarto) danno il via al break che poi condizionerà tutta la gara di una Cremona che tenta di chiudere la stalla  quando i “buoi sono già scappati!. A nulla serve la grande reazione del 4° tempo con la premiata ditta Poeta – Lee che sul pick and roll fa a fette Cantu’ riportando Cremona dal – 18 al – 7, perchè è ancora Gaines con due penetrazioni letali che chiude game set e incontro. Per Cremona una grande occassione sprecata per “sganciarsi” dalla lotta salvezza, mentre Cantù lotta con il coltello tra i denti rimanendo attaccato al treno salvezza.

MVP : GAINES, come abbiamo già accennato nell’articolo quando riesce a bilanciare penetrazioni e buone percentuali dall’arco  diventa illegale per qualsiasi difesa, anche in virtù di un primo passo fulmineo che spesso taglia in due le difese avversarie, come  nel 4° periodo  quando Cremona ritorna sul – 7,  un illusione che dura poco grazie ai suoi 7 punti consecutivi che chiudono praticamente la gara.

OPEN JOB METIS VARESE  –  PROSCIUTTO CARPEGNA PESARO   81 – 68

Varese sembra aver svoltato finalmente “registro” grazie ad un gioco meno perimetrale, con più movimento di uomini e palla, fattore che da molto meno riferimenti agli avversari, a questo si aggiunge anche l’ottimo inserimento del pivot Nigeriano Egbunu. I ragazzi  di Bulleri colpiscono Pesaro con le armi che spesso usa proprio la squadra di Repesa (ancora assente causa covid ), Varese sfrutta alla perfezione i tiri poco equilibrati e le scarse percentuali al tiro di Delfino e company. La transizione primaria porta dividendi importanti con un Ruzzier completamente ritrovato dopo un lungo periodo di appannamento e il solito Scola che allarga il campo in maniera esponenziale. Pesaro ha percentuali disastrose dall’arco, (con un 0/7 iniziale ) cosa insolita per Robinson e soci, mentre Cain paga una brutta giornata contro un ottimo Egbunu che è un vero fattore sotto le plance con rimbalzi, stoppate e punti nel pitturato, tutte caratteristiche che mancavano ad una Varese troppo monocorde e spesso legata alle percentuali nelle conclusioni dalla lunga distanza. Pesaro reagisce con un ottimo Drell nel 3° quarto, ma l’inerzia del gioco è tutta a favore dei padroni di casa che gestiscono ritmi e punteggio gara portando a casa un altra vittoria importante in una lotta salvezza che si fa sempre più selvaggia.

MVP : EGBUNU , sarebbe troppo facile dire Scola, il colored arrivato in punta di piedi…sta crescendo di partita in partita. Sotto le plance è un vero fattore, spazza via Cain (che non è certo l’ultimo arrivato…) con tanta energia, stoppate, rimbalzi e anche punti di pregevole fattura come quando chiude per due volte a canestro a rimorchio in situazione dinamica, situazioni di certo non semplici per un pivot.

UNA HOTELS REGGIO EMILIA  –  ALLIANZ PALLACANESTRO TRIESTE   70 – 96

Finisce nel peggiore dei modi l’avventura sulla panchina Reggiana di A. Martino, già  lunedì la società emiliana ha annunciato Attilio Caja come nuovo coach fino al termine della stagione. L’ex tecnico della Fortitudo Bologna paga a caro prezzo scelte anche azzardate di mercato (vedi Koponen, ma soprattutto Sutton autentica meteora , neanche lontano parente del giocatore ammirato a Trento qualche anno fa). Trieste capitalizza al massimo  il momento no dei padroni di casa vincendo una partita che a fine 3 periodo era già in ghiaccio.

Un altra vittoria importante in chiave play off con il trio Henry, Doyle e Fernandez autori di 53 punti totali  che non lascia scampo contro una Reggiana davvero in crisi d’identità

MVP  : HENRY, giocatore di un eleganza sopraffina, duttile in grado di giocare in varie posizioni del campo, elemento che potrebbe far comodo anche a qualche grande del nostro campionato.