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Milano K.O. tecnico…Brindisi che impresa!!! Virtus Bologna prove di continuità

Brindisi vince una gara eroica con un roster ai minimi termini viste le assenze dei vari Thompson, Harrison e Perkins

Un’ Happy Casa  Brindisi a tratti commovente abbatte un’ Olimpia Milano che senza Hines e Datome, perde di equilibrio in entrambe le metà campo; ma le assenze meneghine sono ricambiate con gli interessi da parte Brindisina con Thompson, Harrison e Perkins out, fattore che non sminuisce di una virgola quella che per tutti è davvero un impresa in cui pochi credevano a poche ore dalla palla a due.  Nel frattempo la Virtus Bologna senza i suoi pezzi da ‘novanta’ liquida una brutta Trieste con gli ottimi Abass e Adams .

 

HAPPY CASA BRINDISI  – AX EXCHANGE MILANO   80 -71

Se volessimo usare un eufemismo in chiave pugilistica, il grande Rino Tommasi lo avrebbe chiamato un K.O. tecnico. Eh si, non c’è ne vogliano i tifosi meneghini (Milano rimane la corazzata del Campionato e nei Playoff di Legabasket non si facciano illusioni le contender Brindisi compresa, perchè sarà un’ altra Olimpia quella che vedremo tra un mese) ma non possiamo rimarcare la grande gara di un Happy Casa Brindisi capace di un impresa in cui pochi credevano; soprattutto dopo le defezioni dovute al Covid 19 di Thompson e Perkins che si sono aggiunte a quella già pesante di D. Harrison. I ragazzi di Frank Vitucci (anche lui costretto all’isolamento fiduciario) non solo hanno compiuto qualcosa di straordinario, ma la cosa più importante è come è maturata questa vittoria, al di la dei soliti discorsi tattici Brindisi dimostra qualità caratteriali e temperamentali oltre ad una spiccata personalità che forse nessuno aveva messo in preventivo. Ritrovarsi a poche ore dal match senza i 3 giocatori  cardini del quintetto base, sono fattori che potrebbero stendere un Bue; ma non Zanelli e compagni, capaci di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Una conferma importante come a livello psicologico la squadra pugliese sappia ricompattarsi nei momenti di difficoltà. Qualita’ non di poco conto alla vigilia dei play off dove Brindisi sicuramente sarà una brutta gatta da pelare.

MVP   HAPPY CASA BRINDISI , sarebbe un errore indicare un singolo in una gara dove i magnifici 8 hanno giocato una partita ai limiti della perfezione. Un premio collettivo ad un gruppo che sta andando ben oltre le più rosee aspettative

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – ALLIANZ PALLACANESTRO TRIESTE  81 – 67 

I ragazzi di coach Diordjevic giocano tutto sommato una buona gara anche tenendo conto dell’assenza di 4 uomini come Belinelli, Hunter, Markovic e Teodosic che di qualità ne hanno da vendere. Una Virtus Bologna con meno talento e più operaia, ma più libera di esprimersi in alcuni elementi come Abass e Adams. Non è un caso che i due nuovi arrivati hanno giocato una delle loro migliori partite da quando sono a Bologna, un’ insolita leggerezza dell’ essere grazie all’assenza dei 4 tenori che hanno permesso all’italiano e all’ex Malaga di esprimersi con continuità e personalità nell’arco della gara. Un buon segnale per Bologna che in proiezione playoff avrà sicuramente bisogno di una panchina che diventi un valore aggiunto; magari già da Mercoledì contro Kazan quando la Virtus potrebbe chiudere un ciclo di 4 anni che l’ha vista partire dai playoff di Lega 2 fino ad arrivare all’ambita partecipazione all’ Eurolega.

FORTITUDO LAVOROPIU’ BOLOGNA – CARPEGNA PROSCIUTTO PESARO 77-79

E’ buono l’inizio della gara da parte di una Effe Scudata che riesce a bilanciare gioco interno e perimetrale , con i padroni di casa avanti 25 a 17. Ma un insolita zona ordinata da Dalmonte già dal primo minuto di gioco porta pochi dividendi ai Felsinei, spesso bucata da Pesaro con i vari Filloy e Filipovity. E’ Il piccolo grande J. Robinson (appena rientrato dall’isolamento fiduciario causa Covid) a spaccare in due la gara con conclusioni dall’arco e giochi a due nei primi 5/7 secondi dell’azione che non danno scampo a Bologna. Pesaro in difesa costringe spesso la Fortitudo a cattivi tiri (con la palla spesso ferma nelle mani di Aradori e Banks)che generano transizioni letali, col play USA che da il via al vantaggio in doppia cifra con gli uomini di Repesa, capaci di segnare 51 punti a metà gara di cui 23 provenienti dalla panchina. La Lavoropiù reagisce con la coppia Hunt – Totè che in posizione di post con giochi alto – basso mettono spesso in difficoltà i vari, Cain, Zanotti e lo stesso Filipovity che sotto le plance fanno fatica ad arginare tutta l’energia e la dinamicità della coppia Fortitudina. Ma è sugli esterni che Bologna  perde la gara, proprio nel momento del massimo sforzo con la gara punto a punto. Baldasso e Banks sono la copia sbiadita dei giocatori visti fino a qualche settimana fa, gli ultimi 3 possessi sono gestiti in maniera quasi imbarazzante, tre autentici regali che Pesaro scarta  portando a casa una vittoria fondamentale in proiezione playoff, un autentica manna dal cielo, in una seconda frazione dove i marchigiani si erano letteralmente fermati in attacco con soli 28 punti nei due quarti conclusivi.

MVP  J. ROBINSON rientra dall’isolamento fiduciario per la positività al covid, Repesa cerca di gestirlo al meglio facendolo partire dalla panchina, mossa azzeccatissima col play tascabile che nel secondo periodo spezza letteralmente la gara in due con punti, penetrazioni e assist, ma cosa ancora più importante è l’inerzia e la fiducia che infonde a tutto il roster con Pesaro che con lui in campo è tutta un altra squadra.

DE LONGHI TREVISO   –  BANCO SARDEGNA SASSARI   89 – 85

Treviso arriva da 5 vittorie consecutive e non ha più intenzione di fermarsi, la squadra di Max Menetti tiene testa a Sassari nei primi dieci minuti (25 – 25). Mentre nel secondo periodo comincia a scavare un solco ben visibile anche per l’intensità e la dinamicità di un Mekowulu che è in crescita costante non solo dal punto di vista fisico atletico ma soprattutto nella comprensione del gioco, una presenza costante sotto le plance dove sul pick and roll manda in totale black out una difesa sarda sempre in perenne ritardo sui blocchi. Ma è uno straordinario Sokolowski a fare la differenza (24.7 punti nelle ultime 3 gare per il polacco) con entrate, arresti e tiri e conclusioni dalla distanza, un rebus difficile da risolvere per gli uomini di Pozzecco costretti ad andare sopra la doppia cifra di svantaggio già a metà gara. A nulla serve un buon Happ e il solito Bilan che riportano Sassari praticamente punto a punto, perchè Treviso non abbassa di una virgola la sua intensità e velocità di gioco portando a casa una vittoria con giocate di pura energia col solito duo Mekowulu – Sokolowski. Sassari comincia a pagare il brutto momento di forma di elementi come Bendzius,  Burnell e Spissu, ma soprattutto di un identità difensiva che è il vero problema dei sardi costretti ad andare ogni gara oltre 90 punti a gara per portare a casa il referto rosa; un problema non di poco conto quando i punteggi si abbasseranno nei playoff in virtù di una pallacanestro molto più fisica e intensa.

MVP  M. SOKOLOWSKI  è da tre gare che viaggia ad oltre 24 punti di media, il vero valore aggiunto in questo momento della De Longhi Treviso capace non solo  di segnare, ma anche di mettere punti di un peso specifico enorme quando la gara lo richiedeva.

UMANA REYER VENEZIA – GERMANI BASKET BRESCIA  94 – 87

In una gara equilibrata ad alto punteggio  sono gli attacchi spesso ad avere la meglio sulle rispettive difese che puntualmente vengono punite sui cambi sistematici che spesso in emergenza Venezia e Brescia adottano. Ma quando i Lagunari riescono a scappare in transizione sono dolori per i ragazzi di coach Buscaglia; Watt in post basso è un clinic di movimenti sul perno con canestri in reverse, svitamenti e in sottomano, spesso proteggendosi col ferro. Daye è letale quando riesce ad aprirsi in pick and pop con soluzioni dalla lunga e media distanza che mandano in totale black out la difesa ospite; il resto lo fa un ottimo Tonut che mette tre triple consecutive portando l’inerzia della gara tutta a favore degli oro granata che dal 41 pari di metà gara passano al 60 a 46 di fine 3° quarto, che poi risulterà decisivo ai fini del risultato finale. Brescia sfrutta al massimo i cali di tensione dei padroni di casa, con una Venezia che ferma troppo la palla, prendendo tiri poco equilibrati che rimettono in scia Brescia sul – 4 a  5′ dal termine. Ma è il tutto fare Chappell con triple, rimbalzi, difesa e recuperi a ricacciare indietro una Leonessa che chiude la stalla quando i buoi sono già scappati! I ragazzi di coach De Raffaele ritornano in controllo della gara grazie alla grande prestazione nel periodo conclusivo dell’ex Brindisi chiudendo la pratica 94 a 87.

MVP  J. CHAPPELL  d’accordo Watt ne mette 30( con alcune palle perse sanguinose) ma Jeremy è onnipresente in tutte le azioni determinanti della gara, gioca un quarto periodo super con recuperi, difesa, rimbalzi e spazza via tutto quello che gli passa sotto il naso. Mette una  tripla fondamentale nel massimo sforzo della rimonta bresciana rimandando al mittente ogni speranza di rientrare in partita degli ospiti.