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Punto sui Los Angeles Clippers: PG formato MVP ma le assenze cominciano ad esser troppe…

Un Paul George formato MVP sta letteralmente trascinando i suoi sovvertendo il periodo buio di inizio regular season ma rischia di dover lottare da solo perchè i Clippers stanno perdendo troppi pezzi..

Quarto, nella speciale classifica dei leader di stagione dietro solo a Curry, Durant ed Antetokounmpo, Paul George, sta viaggiando a ritmi altissimi con una media di 27.0 punti 8.2 rimbalzi 5.1 assist per partita, tirando col 44.6 % dal campo e con il 34.7 % da tre punti e nonostante un avvio difficile di regular season per Paul e compagni, dove nelle prime cinque partite sono arrivate ben 4 sconfitte ed una sola vittoria, (contro Portland)   PG13, ha sfoderato prestazioni di alto livello ma che alla fine si sono rivelate inutili, per via dello scarso apporto di quasi tutta la squadra.

Nel mese di Novembre, però, qualcosa è cambiato e giocatori come Reggie Jackson ed Eric Bledsoe, quasi disastrosi nelle prime giornate, hanno cominciato ad aumentare i giri del motore, sfornando ottime prestazioni, dando un supporto notevole al loro leader George.

La vera svolta per PG ed i suoi Clippers, ha una data ben precisa, ossia il 2 Novembre, nel match contro OKC, dove i Losangelini sono stati sotto per bene tre periodi, salvo poi ribaltarla nell’ ultimo quarto con il solito George che chiuderà con 32 Pt. 9 reb e 7 ast. L’ apporto fondamentale è comunque stato dato dalla second unit, che quando chiamata in causa, ha risposto sempre presente con i vari Mann, Kennard, Coffey, il rookie Boston Jr. e Hartenstein; una menzione speciale, va fatta per quest’ ultimo, che sta dimostrando di essere un giocatore davvero pronto nonostante la sua giovane età a cui sembra piacere molto al coach Ty Lue, che gli sta dando un minutaggio sempre più ampio, alternandolo con l’ ormai titolare fisso, Ivica Zubac.

Dalla sfida contro Oklahoma, parte una striscia positiva di bene sette vittorie consecutive, arrivate rispettivamente con T-Wolves, ( 3 volte), Hornets, Trail Blazers ed Heat, salvo poi cadere in casa sotto i colpi dei Chicago Bulls del duo Lavine – DeRozan; poi tocca ai San Antonio Spurs farne le spese con una vittoria dei rossoblu praticamente mai in discussione, nonostante le scorribande pericolosissime di Dejounte Murray.

Una squadra come i Clippers, può affrontare chiunque, e questo è appurato, ma mai come quest’ anno si dovrà tener conto di una lunga lista di assenti, tra cui giocatori importanti come Kawhi Leonard, Marcus Morris Sr. e lo Spagnolo Ibaka, che nonostante sembra abbia recuperato dal suo infortunio alla schiena, ha deciso di comune accordo con la società, di ripartire dalla G- League ed infatti, da qualche giorno si è aggregato alla squadra affiliata dei Californiani, l’ Agua Caliente Clippers. Tra gli assenti, da segnalare anche l’ ex Grizzlies Winslow e l’ ottimo Terance Mann, gia out contro gli Spurs ed in dubbio per la sfida di stanotte contro Memphis, cosi come la guardia Francese Nicolas Batum, che ha giocato solamente 14 min. contro San Antonio a causa di un fastidio al tendine d’ achille.

La sensazione è comunque che nonostante le molte assenze e tutte le avversità del caso, Ty Lue ed i suoi possano davvero ripetere la bella stagione fatta l’ anno scorso, colmata con il raggiungimento delle Western Conference Finals, perse poi contro i vicecampioni in carica dei Phoenix Suns.